Inclusione sociale

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Responsabile dell'areaDaniele Bertusi 

 

L’area della marginalità costituisce allo stesso tempo, per la società,sia un costo che un'opportunità.

Offrire nuove opportunità a coloro che non ne hanno mai avute o le hanno mancate (detenuti, fasce deboli, persone escluse dal mercato del lavoro) significa offrirle a tutta la popolazione. Una persona reinserita è una persona che non pesa economicamente sui servizi sociali, che esce dai circuiti dell’illegalità, che non crea allarme sociale, che produce risorse invece di consumarle.

 



Carcere e Dipendenze

 

 Le scelte legislative di questi ultimi anni si sono indirizzate verso la penalizzazione di comportamenti legati al disagio (Fini-Giovanardi sulle droghe, Bossi-Fini sull’immigrazione, Cirielli sulle recidive), trasformando gli Istituti di Pena in luoghi fuori dalla società in cui rinchiudere le diversità. Le carceri esplodono, e diventano luoghi patogeni e criminogeni.

C.A.T. Cooperativa Sociale lavora in carcere dal 2007, con progetti tesi al miglioramento della qualità della vita (progetti di educazione alla salute), di attivazione di percorsi formativi e artistici, di reinserimento sociale. Ma anche per dare voce a chi sta dietro il muro.

Dal 2007 è presente nell’ Istituto Penale Minorile di Firenze il progetto “Pollicino”, che gestisce un laboratorio di musica hip hop con i ragazzi detenuti, mirato a svilupparne le competenze tecniche ed espressive e la rielaborazione dei propri vissuti.

Nella Casa Circondariale di Sollicciano è attivo sempre dal 2007 il servizio di “Accoglienza” del Ser.T. penitenziario, un’educatrice incaricata di fornire un primo orientamento ai detenuti tossicodipendenti. Nel 2014 all'interno del progetto sono stati attivati un laboratorio di musica rap e uno di teatro dell'oppresso.

Nel 2011 è iniziata la collaborazione all’interno dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino, con un Laboratorio di Teatro Sociale rivolto ai pazienti internati.

Dal 2014 lavoriamo anche presso l'Istituto a Custodia Attenuata M. Gozzini di Firenze con un laboratorio di musica rap.

Nell’ ambito del carcere e delle dipendenze è nata inoltre la collaborazione con l’Azienda Sanitaria di Firenze per la gestione di siti web di informazione e documentazione: www.retecedro.net, www.cesda.net, www.sostanze.info

 

Leggi i nostri progetti in carcere

 

 

Lavoro

 

Il mercato del lavoro negli ultimi 10 anni si è completamente rivoluzionato, ma, più che offrire nuove possibilità, ha creato paura e senso di precarietà. Il ripensamento delle forme di tutela in un sistema che non si basa più sul lavoro a tempo indeterminato non si è sviluppato al passo con i mutamenti. E' necessario sperimentare nuovi modelli formativi e nuovi percorsi e strumenti per l’inserimento o il reinserimento delle fasce svantaggiate.

C.A.T. Cooperativa Sociale ha una lunga esperienza in questo settore, che passa dalla gestione di sportelli di orientamento, di corsi di formazione, di servizi di tutoraggio e accompagnamento, rivolti soprattutto a persone svantaggiate.

Per anni ha gestito servizi di Orientamento per l’Impiego (che ha mantenuto fino al 2003, quando la Provincia ne ha riassunto in proprio la gestione), e continua ad oggi a gestire lo Sportello di Orientamento al Lavoro del Comune di Campi Bisenzio.

Dal 2009 al 2012 ha partecipato con il Consorzio Metropoli al progetto “Isola”, inserimenti lavorativi di persone svantaggiate nel Quartiere 1 di Firenze, che nel 2013 è confluito nel progetto “Polis”, che gestisce il sostegno sociale e l'inserimento lavorativo delle fasce svantaggiate nel Comune di Firenze, gestito da Consorzio Metropoli, Consorzio Co&So e Caritas.

C.A.T. Cooperativa Sociale, grazie al Consorzio Pegaso, progetta e gestisce inoltre percorsi formativi finanziati dal Fondo Sociale Europeo per la qualifica e l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

 

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Cultura

 

La musica, il video e il teatro, i graffiti, sono strumenti educativi e formativi fondamentali, perché aiutano a riflettere su se stessi, e a trovare il modo di esprimere i propri pensieri e le proprie emozioni.

Nata come una Cooperativa di animatori, C.A.T. Cooperativa Sociale ha sempre utilizzato l'espressione artistica per lavorare con i giovani, ma negli ultimi anni sta sempre più sviluppando percorsi che ne fanno uno strumento di crescita e formazione per le fasce marginali e per gli operatori.

La musica, in particolare, utilizzata all'inizio come strumento di aggancio e animazione con i giovani, ha dato vita ad un settore dedicato alle produzioni musicali, a partire dal 2001, con il progetto “Teen Music”, un laboratorio multimediale situato presso il Centro Giovani CURE, fino al progetto “Giona-Pollicino”, un laboratorio di musica rap all’interno dell’Istituto Penale Minorile, che nel 2013 ha prodotto un CD con 17 brani originali attualmente in promozione su scala nazionale.

La Cooperativa si è sperimentata, in questi anni, anche nell’organizzazione di eventi dal vivo in cui far esibire i giovani artisti (Auditorium Flog, Circolo Il Progresso, Ambasciata di Marte, Piazza Santa Croce, sottopasso della stazione, Parco dell’Anconella…).

Anche il video si è dimostrato uno strumento educativo e formativo importante, che negli anni ha prodotto una lunga serie di produzioni artistiche, di documentazione, o veri e propri documentari.

Nel 2012, all'interno del progetto “Supermom”, è stato realizzato il cortometraggio “Kaleidoskop”, sulla condizione dei genitori single, vincitore del premio come miglior cortometraggio nella rassegna "Approdi" (Molfetta) nell'ambito del festival Mediterrante dedicato al cinema per ragazzi.

Per quanto riguarda il TEATRO, Dal 2006 la Cooperativa sta sviluppando la metodologia del Teatro dell’Oppresso, elaborata in Brasile negli anni ’60 e dimostratasi estremamente efficace nell’educazione dei giovani e nella mediazione dei conflitti. In questi anni si sono svolti laboratori in più di 10 scuole medie superiori di tutta la Regione Toscana.

Un laboratorio di Teatro Sociale è attivo dal 2011 all’interno dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino, che ha già dato vita a tre spettacoli.

Dal 2012 si è cominciato ad utilizzare questa metodologia nell'ambito della formazione di educatori, insegnanti ed operatori.

Sono in corso di svolgimento un laboratorio nel Centro Per Rifugiati PACI, e in preparazione tre laboratori formativi per operatori e utenti dell'Area Salute Mentale della Cooperativa Di Vittorio.

 

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