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3 un documentario interattivo per raccontare la vita di donne vittime di tratta sostienilo con il 5*1000

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DA DOVE NASCE IL PROGETTO

Il progetto ha come finalità quella di creare un prodotto comunicativo che renda visibili i soggetti invisibili del fenomeno migratorio e in particolare della tratta.

TRE nasce all’interno dei servizi territoriali per la fuoriuscita dalla situazione di sfruttamento, e rappresenta quindi un’occasione sia per sensibilizzare l’opinione pubblica sia per fornire alle donne e alle professionalità coinvolte un momento e una strategia di riflessione. Verranno infatti raccolte le storie di vita delle donne presenti nelle strutture del territorio fiorentino dei servizi anti-tratta, raccontate sia dal punto di vista della donna che degli operatori che l’hanno intercettata e accompagnata nel suo percorso di riscatto e empowerment. La narrazione e il confronto tra diversi punti di vista potenzieranno la riflessione, sia sulla storia di vita della donna che sugli obiettivi e sul significato del lavoro degli operatori.

 

CHI SIAMO

Siamo una equipe di C.A.T. Cooperativa Sociale che da anni svolge un’attività di intervento nel mondo della prostituzione e della tratta nell’area metropolitana di Firenze. Lo prostituzione forzata è solo una delle diverse forme di sfruttamento di esseri umani insieme allo sfruttamento lavorativo , l'accattonaggio forzato e le attività illegali (furto e spaccio conto terzi, matrimoni combinati e forzati).

Abbiamo lavorato per anni a contatto con questo universi siamo rese conto gradualmente, di quanto gli stereotipi intorno al concetto di prostituzione, forzino l’occhio dell’osservatore, deformando la lente di osservazione fino a far scomparire il soggetto osservato. Per raccontare il passato abbiamo scelto invece il testo scritto, in quanto essendo un passato difficile da raccontare, la scrittura permette di mettere la giusta distanza fra narrato e narratore, smussando gli spigoli o evidenziandoli a seconda della nostra sensibilità.

 

PERCHE' UN WEBDOC

Abbiamo cominciato a studiare una forma comunicativa che rendesse la complessità e l’intreccio di queste storie, di queste vite con un passato ed un presente comune. Uno strumento che parlasse attraverso una molteplicità di linguaggi e di intrecci.

TRE sarà una mappa in sostanza, navigabile su più livelli e ordinata secondo la lente dell’esploratore. Il Web Documentary è una forma documentaristica che permette questo tipo di complessità. Utilizzando il web e la sua accessibilità globale, vogliamo proporre un’esperienza narrativa interattiva che permetta all’utente di comprendere la complessità di questa realtà.

 

DOVE ANDIAMO A PRENDERE LE STORIE

 

Sul nostro territorio esistono delle strutture di accoglienza per vittime di tratta dove donne di varia nazionalità e provenienza convivono fra loro rielaborando le loro storie e progettando il loro futuro.

Attraverso la collaborazione con queste strutture, stiamo lavorando per individuare alcune donne e le loro storie. Questo ci metterà davanti a dei profili simili sotto gli aspetti macroscopici: sono tutte vittime di tratta, hanno esercitato il mestiere di prostituta fuori dal loro paese natale, vivono un presente di sospensione all’interno di queste strutture e tutte sognano un modo di venirne fuori, di cambiare rotta, di essere felici. Ma l’obbiettivo è quello di raccontare l’alterità di queste storie, la loro unicità. Farlo dentro questi spazi ci permetterà inoltre di raccontare anche questi luoghi, la vita che contengono, le loro diversità.

 

PERCHE’ PIÙ LINGUAGGI

Che il mezzo determini o quantomeno condizioni il messaggio è ormai cosa assodata, ma il nostro intento è quello di trovare il giusto mezzo per il giusto momento.

Abbiamo scelto il video per raccontare il presente di queste donne perché ci sembra il più adatto per raccontare la loro quotidianità e attraverso di esso raccontare anche il contesto in cui il soggetto si muove. Il testo scritto invece per raccontare il passato, perché comunque sarà un passato difficile da raccontare la scrittura permette di mettere la giusta distanza fra narrato e narratore, smussando gli spigoli o evidenziandoli a seconda della nostra sensibilità

Lo strumento dell’intervista per raccontare il futuro, i loro sogni, perché la gente quando parla del futuro lo fa volentieri, anche davanti ad una telecamera. Vorremmo poter raccontare dentro queste interviste anche gli oggetti della quotidianità attraverso la fotografia, sguardi macroscopici su oggetti del quotidiano, elementi simbolici per completare il ritratto di una persona che, molto probabilmente, sarà senza volto all’occhio degli utenti.