Notte di qualità per ripensare la movida

Si chiama Notte di Qualità, la serata è stata promossa da Anci Toscana, Coordinamento Toscano Comunità

di Accoglienza, Comune di Pisa e Società della Salute Pisana. E' un evento di promozione e dimostrazione di un modello di buone prassi nei contesti di divertimento notturno giovanile che segna l'inizio di un percorso rivolto ai fruitori della piazza, agli operatori dei locali, agli esercenti ed ai residenti. Si è svolta dalle ore 21 di sabato 27 settembre in P.zza Vettovaglie e Sant'omobono, fulcro della movida urbana cittadina.

Una sperimentazione che, fondandosi su politiche di mediazione, sensibilizzazione e prevenzione,

porterà nelle due piazze performances artistiche e musicali, writing, punto informativo con materiale sui rischi legali all'abuso di alcol e sostanze psicoattive oltre a strumenti multimediali interattivi di limitazione dei rischi, etilometro gratuito e materiale di prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale.

La Regione Toscana ha approvato e finanziato un percorso per la creazione di un Sistema Regionale per la Qualità del Divertimento Notturno Giovanile che promuova: bere responsabile, approccio eco-sostenibile, disponibilità di acqua gratuita, disincentivi all'uso del vetro, spazi di decompressione, momenti di formazione, mediazione e pianificazione con accordi specifici e attenzioni strutturali.


Ne parliamo con Stefano Bertoletti, responsabile Area Prevenzione dipendenze di C.A.T. Cooperativa Sociale


I problemi di convivenza tra chi vuole riposare e i frequentatori della cosiddetta “Movida” sono una costante in molte città, qual'è l'obiettivo di questo evento ?


Dimostrare che esistono alcune pratiche di intervento che possano mediare alcuni dei problemi che ci sono in questi quartieri, nello specifico noi ci rifacciamo a dei modelli di intervento europei delle reti come Newip che hanno prodotto eventi di buone prassi.

Collaboriamo ad esempio con una associazione di mimi che si offriranno come dissuasori “creativi” per i gruppi più rumorosi, poi c'è un discorso legato alla somministrazione consapevole di alcool che sicuramente avrà un seguito con delle azioni informative, poi ci sarà la proposta di una prassi legata al bicchiere in plastica riciclata che preso con una piccola cauzione può essere riutilizzato in vari locali, riducendo così anche il problema legato ai rifiuti.

Inoltre verranno messi a disposizione anche dei vespasiani chimici, grazie alla collaborazione sviluppata con la Sebach. E naturalmente ci sarà la Silent Disco che dimostra anche la possibilità

di fruire della musica e ballare senza aggravare la situazione del problema rumore. In questo caso non ci siamo focalizzati sul discorso dei trasporti perché l'evento si svolge in un'area facilmente raggiungibile.


Da chi è promosso questo evento e se pensi che sia un modello esportabile ?


L'evento nasce da un finanziamento della Regione Toscana ad ANCI e CNCA e arriva da una lunga storia che parte con Extreme (Progetto di informazione e riduzione dei rischi nel mondo del loisir) nei primi anni 2000. Ha come obiettivo quello di fare promozione e quindi di mettere in atto delle linee guida e buone prassi in contesti di divertimento e quindi abbiamo cercato di finalizzarlo attorno al tema della “movida” e a tutta una serie di situazioni di piccoli festival che hanno problemi legati al consumo e all'abuso di alcol sopratutto. Viene promosso in altre città toscane come San Sepolcro, Terranova Bracciolini, che nel loro piccolo sono delle piazze di Movida delle zone circostanti come la Val Tiberina e il Valdarno. Abbiamo avviato dei contatti con Viareggio, con Firenze in cui speriamo si possa realizzare un evento simile, e abbiamo fatto una serie di collaborazioni con festival quali il Ne pas couvrir a Montevarchi, Ingorgo Sonoro a San Piero a Sieve e il MusicaW Festival a Castellina Marittima e speriamo di estendere questo tipo di pratiche ad altri luoghi. Pisa diventa con questo evento la punta di diamante , perché il Comune ha sposato la filosofia del progetto dandoci la possibilità di aprire in questo modo prospettando anche per il futuro un intervento più stabile sul centro cittadino.


Passata la stagione dei grandi festival che abbiamo vissuto qua in Toscana fino a circa quattro o cinque anni fa (Italia Wave ecc), pensi che si possa tornare a quei li velli o credi che il futuro sia quello di piccoli festival ma più diffusi sul territorio?


Credo si stia sviluppando una scena di piccoli festival gestiti da gruppi giovani, e non da imprenditori navigati come in precedenza,le esperienze di Castellina, Chianciano Terme sono degli esempi, ma anche Ne pas couvrir in Valdarno, o San Piero A Sieve che in alcuni casi sono organizzati dalle stesse Proloco. E' comunque interessante questa scena che si sta sviluppando a livello nazionale di organizzatori giovani; i festival grandi ormai sono un po' in ombra, da una parte sarebbe auspicabile che i “piccoli” crescessero raggiungendo maggior pubblico e visibilità, ma non necessariamente per riprendere il ruolo dei “vecchi” festival. E' interessante che in un momento di crisi vissuta da tutti si riparta dal basso e dal territorio, e ciò può essere considerato un buon segnale.



Se un Comune o un festival o un privato volesse mettere in pratica “Notte di Qualità” a chi può fare riferimento?


Si può fare riferimento a C.A.T. Cooperativa Sociale che si occupa della direzione del progetto, naturalmente tenendo presente la collaborazione con le Istituzioni.

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